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schaufenster #31 - FRAGMENTE: nur Teile? oder ein Ganzes?

von Wolfgang Vigl

Vernissage: 
Samstag/Sabato, 08. August/Agosto, ore 10 Uhr


Ausstellungsdauer/ durata della mostra: 08.08.–27.09.2026

Öffnungszeiten: 
donnerstags/giovedí: ore 9.30-12.30 + 14.30-17.00 Uhr
freitags/venerdì: ore 9.30-12.30 + 14.30-17.00 Uhr

samstags/ sabato: ore 9.30-12.30 + 14.30-17.00 Uhr

Wir öffnen die Austellung auch gerne auf Anfrage unter: lokal@basis.space



Fragmente thematisieren Unvollkommenheit, Zerbrechlichkeit, Stör- und Zerstörbarkeit, Wandel, Entwicklung und Vergänglichkeit. Es sind Bruchstücke, Scherben, Details, Ausschnitte, Augenblicke, Spuren, Andeutungen. Es sind auch Denkanstöße. Ein Ganzes wird nur angedeutet, nicht vollständig gezeigt, wird verfremdet, zerlegt und neu zusammengesetzt. Es kann sein, dass man vor lauter Details, Kleinigkeiten, Nichtigkeiten ein Ganzes nicht, noch nicht oder nicht mehr sieht. Durch Verzicht auf das Ganze wird Essenz, wird das Wesentliche beleuchtet. Stücke mögen als nicht zusammenhängend erscheinen, aber passen dann doch so zusammen, dass sie ein Ganzes ergeben. Letztlich ist alles miteinander verbunden und vernetzt.

Wie entsteht ein Ganzes unter uns Menschen und was hält uns zusammen? Gefühle und Verhalten wie Liebe, Vertrauen, Toleranz, Loyalität und Fairness. Dagegen stören oder zerstören Neid, Eifersucht, Hass, Verachtung, Abneigung unsere Verbundenheit und führen zu Verlassenwerden und Einsamkeit. Oft sind es nur Worte.

Auch durch unseren Umgang mit unserer Umwelt erfahren wir, wie fragil und verletzlich etwas scheinbar Dauerhaftes, Stabiles und Beständiges letztlich ist.

Fragmente regen zur aktiven Interpretation an und ermöglichen eine tiefere Auseinandersetzung bei deren Betrachtung. Scheinbar Fehlendes wird durch die eigene Vorstellung ergänzt. Wenn auch Momente, Menschen, Situationen wie eingefroren und statisch erscheinen, entsteht eine dynamische Begegnung mit ihnen. Bewegungen und Prozesse werden sichtbar und lösen im Betrachter ein neues Bewusstsein, neue Perspektiven und Wahrnehmungen aus.

Im Kontext dieser Ausstellung stehen Worte und Gedanken, zusammengetragen seit vielen Jahren. Begegnungen und Trennungen, durchlebt in vielen Jahren. Höhen und Tiefen, wie sie jedem widerfahren. Entwicklung und Zerstörung in uns und um uns. Schlüsselerlebnisse für Veränderungen. Unvollständig wie das Leben, ergibt alles erst im Nachhinein einen Sinn. Zum Ausdruck gebracht, bekommt alles Gültigkeit und wird erst im Rückblick zu einem Ganzen.

Jede Begegnung, jeder Händedruck, jedes Wort, jedes Lächeln, jede Freundschaft, jede Liebe, aber auch jede Ablehnung, jede Kritik, jeder helle und jeder dunkle Moment, alles um uns, hat uns geprägt und zu dem gemacht, was wir sind. Von früher Kindheit an sind wir bis ins hohe Alter werdende Menschen. Nie vollkommen, immer in Entwicklung und immer mit dem Potential zur Transformation.


Wolfgang Vigl, Hautarzt und Künstler oder der Versuch, Haut und Kunst zu verbinden


Meine jahrelange Tätigkeit als Hautarzt wurde für mich im Laufe meiner Arbeit immer mehr zur Herausforderung, die vielen Facetten unseres uns umhüllenden Organs zu ergründen. Unsere Haut, mit der wir in der Umwelt stehen, die uns umgibt, mit der wir uns abgrenzen und verbinden, die uns schützt, die uns tiefe Empfindungen bereitet, uns aber auch quält.

Ich kam zur Kunst aus einem inneren Bedürfnis, mich mehr und intensiver mit meinem medizinischen Zielorgan, der Haut, zu beschäftigen. Ich verwende dafür Texte, Plastiken und Bilder.

Das zentrale Thema ist für mich nach wie vor der Mensch mit seiner Oberfläche in einem Spannungsfeld von Beziehungen, Begegnungen, Wegen, Entwicklungen und Situationen.

Mein persönlicher Anspruch an meine künstlerische Tätigkeit ist einerseits eine Erweiterung und Bereicherung für mich als Mensch als auch als Arzt. Es ist für mich eine Möglichkeit, Gedanken und Gefühle zu vermitteln und Zeichen und Hinweise zu setzen. Es ist im Wesentlichen ein sensibler, empathischer, vielschichtiger Umgang mit einem sehr sensiblen Thema, dem Menschen.


Frammenti: solo parti? o un intero?


I frammenti affrontano i temi dell’incompiutezza, della fragilità, della vulnerabilità, della distruttibilità, del cambiamento, dello sviluppo e della caducità. Sono pezzi, cocci, dettagli, ritagli, istanti, tracce, accenni. Sono anche spunti di riflessione. Un insieme viene soltanto suggerito, mai mostrato nella sua interezza: viene alterato, scomposto e ricomposto. Può accadere che, soffermandosi su dettagli, piccolezze e aspetti insignificanti, non si riesca ancora, non si riesca più o non si riesca affatto a cogliere l’insieme. Rinunciando alla totalità, emerge l’essenza, viene illuminato ciò che è fondamentale. I singoli elementi possono apparire privi di connessione, ma finiscono comunque per comporsi in un insieme. In fondo, tutto è collegato e interconnesso.

Come nasce un insieme tra noi esseri umani e che cosa ci tiene uniti? Sentimenti e comportamenti come l’amore, la fiducia, la tolleranza, la lealtà e la correttezza. Al contrario, l’invidia, la gelosia, l’odio, il disprezzo e l’avversione compromettono o distruggono i nostri legami, conducendo all’abbandono e alla solitudine. Spesso sono soltanto parole.

Anche attraverso il nostro rapporto con l’ambiente comprendiamo quanto persino ciò che appare durevole, stabile e resistente sia, in realtà, fragile e vulnerabile.

I frammenti invitano a un’interpretazione attiva e consentono, attraverso la loro osservazione, un confronto più profondo. Ciò che sembra mancare viene completato dalla nostra immaginazione. Anche quando momenti, persone e situazioni appaiono congelati e statici, si crea con essi un incontro dinamico. Movimenti e processi diventano visibili e suscitano in chi osserva una nuova consapevolezza, nuove prospettive e nuove percezioni.

Nel contesto di questa mostra trovano spazio parole e pensieri raccolti nel corso di molti anni. Incontri e separazioni vissuti nel tempo. Alti e bassi che fanno parte dell’esperienza di ciascuno. Sviluppo e distruzione dentro e attorno a noi. Esperienze decisive che generano cambiamento. Incompleto come la vita, tutto acquista senso soltanto a posteriori. Una volta espresso, ogni elemento assume validità e solo guardando indietro diventa parte di un insieme.

Ogni incontro, ogni stretta di mano, ogni parola, ogni sorriso, ogni amicizia, ogni amore, ma anche ogni rifiuto, ogni critica, ogni momento luminoso e ogni momento oscuro, tutto ciò che ci circonda ci ha plasmati e ha contribuito a renderci ciò che siamo. Dalla prima infanzia fino alla vecchiaia siamo esseri umani in divenire. Mai perfetti, sempre in evoluzione e sempre dotati del potenziale per trasformarci.


Wolfgang Vigl, dermatologo e artista, ovvero il tentativo di unire pelle e arte


Nel corso della mia pluriennale attività di dermatologo, esplorare le molteplici sfaccettature dell’organo che ci avvolge è diventato per me una sfida sempre più importante. La nostra pelle, attraverso la quale entriamo in relazione con l’ambiente che ci circonda, con la quale ci distinguiamo e ci connettiamo, che ci protegge, che ci dona sensazioni profonde, ma che può anche procurarci sofferenza.

Mi sono avvicinato all’arte spinto da un bisogno interiore: confrontarmi in modo più intenso e approfondito con l’organo al centro della mia attività medica, la pelle. Per farlo utilizzo testi, sculture e immagini.

Il tema centrale del mio lavoro rimane l’essere umano e la sua superficie, inseriti in un campo di tensione fatto di relazioni, incontri, percorsi, sviluppi e situazioni.

Il mio intento personale nell’attività artistica è quello di ampliare e arricchire me stesso, sia come persona sia come medico. Per me rappresenta una possibilità di comunicare pensieri e sentimenti, di lasciare segni e indicazioni. Si tratta, in sostanza, di un approccio sensibile, empatico e stratificato a un tema estremamente delicato: l’essere umano.